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"L’ultimo zampognaro" 
Usi, costumi e tradizione in via di estinzione. Resiste ancora Nunzio Posata, ultimo zampognaro di Pietraperzia. Suona la zampogna che fu, oltre cento anni fa, di suo bisnonno paterno Salvatore e poi di suo nonno Nunzio e di suo padre Salvatore Posata. Le canne, infatti, sono quelle originali di otre cento anni fa e sono in ottimo stato di conservazione. Nunzio Posata suona con grande maestria la zampogna – che si tramanda di padre in figlio - durante il periodo natalizio o in occasione di eventi particolari. Lo zampognaro pietrino ha ereditato il prezioso strumento musicale da suo padre Salvatore che ha suonato la zampogna fino a pochi anni fa. Nonostante i suoi 100 anni – le canne infatti risalgono ad oltre un secolo fa - la zampogna di Nunzio Posata funziona ancora alla perfezione. Il prossimo 10 gennaio andrà a suonare a Caltanissetta su invito del maestro Salvatore Bonaffini, direttore della banda musicale pietrina “Vincenzo Ligambi”. “Io – afferma orgoglioso lo zampognaro pietrino – custodisco la mia zampogna gelosamente perché la ritengo un oggetto molto prezioso. Mio bisnonno Salvatore e mio nonno Nunzio suonavano, con un accordo perfetto, lo zufolo e la zampogna nelle feste di Natale sia per le strade del paese che nelle case della gente”. Cosa ha spinto Nunzio Posata a tramandare questa tradizione? “La passione. Se non ne hai, non riesci a suonare la zampogna perché si tratta di uno strumento molto delicato e la passione devi averla nel cuore. Devi comprendere le note dei brani che suoni di volta in volta. Le suonate che faceva mio nonno mi sono rimaste impresse nella mente ed ora io le ripropongo tali e quali con le note e gli accordi originari”. Nunzio Posata è autodidatta e non ha frequentato nessuna scuola di musica. I tuoi figli seguiranno, in questa strada, le tue orme? “Io, per imparare a suonare la zampogna e le ciaramelle, sono andato appresso a mio nonno per circa 15 anni proprio per imparare anche gli accordi particolari e le regolazioni dello strumento anche con la cera, che viene utilizzata pure dai calzolai, perché gli accordi funzionino alla perfezione. In caso contrario non si può suonare. Spero che qualcuno dei miei figli segua questa tradizione e cominci a suonare la zampogna proprio per non fare perdere una tradizione secolare che si tramanda di padre in figlio”. Quando termina il periodo natalizio, Nunzio Posata conserva le canne della zampogna – originari di oltre un secolo fa – in un armadio e il sacco – in pelle naturale di pecora – in un luogo perfettamente asciutto. Ogni due, tre anni il sacco viene rinnovato perché, con il tempo e con l’uso, si rovina.
Data creazione : 17/04/2008 : 22:52
Ultima modifica : 06/01/2010 : 00:12
Categoria : Primo Piano
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